L’Associazione Culturale Internazionale Engel organizza per il giorno 20 Agosto alle Ore 18 sul lungomare di Viareggio una performance di Video Arte dell’Artista Flavio Bartolozzi in omaggio a Michelangelo.
La nudità entra in scena attraverso i nudi maschili che Flavio Bartolozzi aveva dedicato nel 1984 a Michelangelo, e non solo per il gusto reinterpretativo dei soggetti, ma con una forza revocativa che ne annulla i distacchi linguistici, cogliendone l’essenzialità, in un rapporto con l’arte classica da cui sia lui che il Buonarroti hanno saputo trarre profitto. Flavio attraverso la forma riflessiva del soggetto, il corpo umano, interpreta ed esprime nel suo linguaggio visivo silenzioso e profondissimo, il proprio pensiero sull’uomo e sul mondo. Questa comunicazione analogica si attua entro due categorie proprie del linguaggio umano: tempo e spazio, in cui il corpo si esprime in quanto forma e gesto significativo: il segno, pensiero in movimento. Osservare il corpo nelle sue posture e atteggiamenti, nelle sue strutture anatomiche, significa interpretarne la funzione segnica, rivelandone l’espressività affettiva e relazionale. In queste “Nudità” Flavio esprime tutto il ritmo e il movimento del suo essere vitale, che va a riflettersi in noi come in uno specchio, creando delle empatie che ci portano a riconoscerci nella sua umanità, in quella temporalità del corpo vissuto che s’inscrive carne e sangue, spirito e pensiero nella sua storia d’artista e uomo fra gli uomini. Esse segnano il tempo che passa scandendo l’esistenza, proprio come in quelle del Giorno e del Crepuscolo di Michelangelo e del Giudizio Universale.
Flavio ci dice che tutto passa e che le cose ricadono nel mutamento, ma non l’essere, unità e armonia interiore immutabile, fuoco vivo ed eterno(αρχή). Una verità questa che trascende l’uomo, ponendolo al di sopra delle passioni e delle inquietudini. In quei disegni in quel segno frammentato e reiterato, si legge una sintassi ridotta ai minimi termini, che da vita a “immagini pure e concise, eppur così potentemente cariche di pathos”(M. Alpatov), e ciò non vale solo per quelli in bianco e nero.
Infatti il colore entra a far parte del disegno quasi stesse in un rapporto di continua dissolvenza con la forma esprimendone, libero dal peso della materia, l’élan vital. Flavio ha indagato l’uomo che è in lui, cercando di riportarlo alla luce nell’epoca della meccanica e della tecnica, e, libero dalle impressioni e dalle inquietudini del corpo e dell’anima, ne ha ricompreso il significato nell’ordine naturale delle cose, riscoprendosi egli stesso parte integrante dell’anima del mondo, insostanzialità delle cose da cui nasce tutto, compreso il suo segno.
Luogo: Lungomare Viareggio, Viareggio, Lucca

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