Creazione pessimistica e amaramente ironica. Una madre ossessiona e investe verbalmente la figlia mentre preparano, con rito maniacale, i bagagli per l’annuale villeggiatura. C’è però una variante che genera agitazione: l’imminente arrivo di un compagno di viaggio, un drammaturgo da poco e superficialmente conosciuto.Il climax sale, fino a tradursi in un’esperienza fisica con la parola teatrale. La madre parla incessantemente, quasi sfidando le sue capacità polmonari: una performance vocale degna di un giocoliere. La figlia è la sua spalla, l’irrinunciabile partner senza il quale il numero non sarebbe più possibile. L’epilogo esalta ulteriormente il delirio verbale. L’approdo finale sembra essere l’inesauribile performance di un saltimbanco della parola; come se la distruzione del teatro borghese, perseguita da Bernhard, fosse innanzi tutto cancellazione del dramatis personae. Le dateDal 30 gennaio al 6 febbraio Catania, Teatro Angelo Musco
Luogo: Umberto 312, Catania, Catania

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