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Man Ray, The Fifty Faces of Juliet 1941-1955 a Lucca

dal 13/09/2009 10:00 al 06/12/2009 19:00

man ray i volti di juliet

Dal 13 settembre al 6 dicembre 2009, il Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art presenta la mostra Man Ray. The Fifty Faces of Juliet 1941-1955, realizzata in collaborazione con la Fondazione Marconi di Milano.

Verranno proposti al pubblico i cinquanta ritratti che l’artista scattò alla moglie, Juliet Browner, tra il 1941 e il 1955. The Fifty Faces of Juliet  fu pensato da Man Ray agli inizi degli anni ’50 come libro in omaggio a sua moglie Juliet, ma anche come un “saggio” di opere foto-grafiche iniziato a Los Angeles nel 1941. Cinquanta fotografie, stampe originali in diverse tecniche e stili, alcune colorate a mano, di diverso formato che Man Ray ha dedicato a Juliet, la musa definitiva della sua vita.

“Un giorno, all’atelier di Man – racconta Giorgio Marconi, Presidente della Fondazione Marconi -,  fu per caso che rovistando con lui in un cassettone per cercare dei disegni e dei documenti,  Man si fermò e mi disse: 'Voilà les photos du livre sur Juliet!'. Così scoprii quelle magnifiche fotografie. Gli proposi di acquistarle. Mi rispose che me le avrebbe vendute quando avessi trovato un editore per farne un libro.
Ho conosciuto Man Ray nel 1968 a Parigi. Enrico Baj mi portò nel suo studio di rue Férou a St-Germain. Un pomeriggio intero. Uscii con disegni e quadri. E da quel giorno iniziò un sodalizio che sarebbe durato fino alla sua morte nel novembre 1976”.

A fare da interessante proscenio alle immagini, alcuni degli oggetti più significativi del percorso artistico di Man Ray, primo fra tutti la macchina fotografica – un modello degli anni Trenta – che utilizzava per lavorare. Oltre alla macchina fotografica, tra gli oggetti che potranno essere ammirati lungo il percorso espositivo, ci saranno alcuni dei famosi oggetti d’affezione realizzati dall’artista come Indestructible object, il metronomo reinterpretato in chiave dada, e la Boule sans neige, una divertente “snowball” svuotata della neve e reinventata dall’artista, insieme ad altri esempi dell’estro creativo di Man Ray. 

Una storia di arte, amore e passione: Man Ray e Juliet Browner
Man Ray è  stato uno degli esponenti più significativi dell’arte del ventesimo secolo. Nato a Philadelphia nel 1890 da una famiglia ebrea di immigrati ucraini, entrò a contatto con gli artisti europei e soprattutto con Marcel Duchamp attraverso la galleria di Alfred Stieglitz di New York e gli artisti della prima edizione dell’Armory Show. Diventò in breve tempo uno dei protagonisti del Dadaismo americano realizzando con materiali di recupero oggetti fantastici di ispirazione surrealista esaltandoli anche attraverso la fotografia.

“Nella maggior parte dei casi – scrive Maurizio Vanni nel saggio contenuto all’interno del catalogo - Man Ray ha anticipato in modo non sempre consapevole, con intuizioni tanto lucide quanto occasionali, i principi basilari dada e surrealisti senza mai perdere del tutto l’unico vero grande obiettivo del suo essere artista: la libertà di pensiero e la completa indipendenza espressiva. Rinunciando a occasioni importanti, Man Ray si è sempre disinteressato di ciò che poteva essere meglio per la sua carriera rincorrendo le sue passioni, le sue ricerche, il suo desiderio di sorprendere e sorprendersi, e difendendo il pensiero dal mezzo espressivo e da qualunque preclusione estetica”.

Nel 1921 si stabilì a Parigi dove grazie a Duchamp si inserì nel milieu artistico e intellettuale che avrebbe dato vita al Surrealismo. In quegli anni la sua attività procedette di nuovo in molteplici direzioni parallele: la pittura, la fotografia, la grafica, la realizzazione dei famosi oggetti d’affezione. Man Ray sviluppò nuove tecniche di ripresa e stampa, come il rayograph, il fotomontaggio, la solarizzazione e il cliché-verre. Divenne un fotografo ricercato da artisti, dalla moda e dalla borghesia di quegli anni. Nel 1940 per sfuggire al pericolo nazista ritornò a New York da cui si allontanò quasi subito per trasferirsi in California, ad Hollywood, dove incontrò Juliet Browner, un’affascinante modella di ventotto anni “dai lineamenti fauneschi e gli occhi a mandorla che le davano un aspetto vagamente esotico” (Man). Nel 1946 Juliet sarebbe diventata sua moglie a Beverly Hills dove anche Max Ernst e la pittrice Dorothea Tanning si sposarono e i due amici si fecero da testimoni l’uno all’altro. Max Ernst dedicò all’avvenimento un suo dipinto chiamandolo Doppio matrimonio a Beverly Hills.
Nel periodo californiano, Man Ray pur continuando ad occuparsi di fotografia, si dedicò soprattutto alla pittura e ai suoi oggetti d’affezione. Nel 1951 non appena la situazione in Europa si normalizzò, Man e Juliet partirono alla volta di Parigi dove si stabilirono in rue Férou 2 bis a Saint-Germain-des-Prés. Man Ray morì a Parigi il 18 novembre 1976 e venne sepolto nel cimitero di Montparnasse. Sulla lastra ovale della sua tomba si può leggere la scritta: Unconcerned but not indifferent-Love Juliet e su quella rettangolare di Juliet che lo raggiunse nel 1991: Together again.

Man Ray, attraverso la fotografia ha offerto a se stesso e ai suoi modelli l’occasione di esplorare le possibilità creative dell’io, muovendosi straordinariamente dai registri più onirici e surreali alla pantomima, al puro divertissement. Juliet ne è stata uno dei soggetti più ricchi e straordinari. The Fifty Faces of Juliet sono il racconto di un amore e di una vita. Cinquanta ritratti in cui l’immagine di Juliet viene di volta in volta inventata, riscritta, modificata, esaltata con il segno della matita, con un intervento grafico, con la sovrapposizione di una stoffa, di un velo trasparente, occultata dietro una maschera, il suo volto incorniciato con un grande cappello alato, svelata nella sua nudità, trasformata in un ricamo.

“È la Juliet – scrive Janus – che Man Ray ha cominciato a fotografare nel corso degli anni Quaranta del secolo passato e che ha poi fotografato per tutta la vita, cogliendo le immagini di un’eterna giovinezza, poiché dalla prima all’ultima tutte le fotografie rappresentano una Juliet giovane, una Juliet immutabile, una Juliet che non ha   tempo, che si rifiuta d’invecchiare, di una Juliet capace di una infinità di espressioni, timida, reticente, sfrontata, audace, impaurita, stupefatta, inebriata, aggressiva, capace di mille metamorfosi e, nello stesso tempo, sempre fedele a se stessa”.

Il tributo
In occasione della mostra la Fondazione Marconi e Carlo Cambi Editore hanno voluto pubblicare di Man Ray il suo “libro d’artista” Man Ray. The Fifty Faces of Juliet. E’ in edizione limitata – sono solo 1000 gli esemplari in commercio - che contiene 50 riproduzioni anastatiche in formato originale delle fotografie esposte, accompagnate da un compendio con testi critici di Giorgio Marconi, dei due curatori della mostra Janus e Maurizio Vanni, e dell’artista  Bruno Di Bello. Il volume (formato 32 x 36 cm, 300 euro), in vendita nei migliori bookshop e librerie, potrà essere acquistato anche nel bookshop del Lu.C.C.A. Questa edizione di The Fifty Faces of Juliet è stata realizzata esattamente come Man Ray se la immaginava.

Ecco le parole con cui Giorgio Marconi, racconta la nascita di questo progetto:
“Fu nel 1981 che concordai con l’amico ed editore Gabriele Mazzotta di pubblicare il libro The Fifty Faces of Juliet. Mantenendo la promessa di Man, Juliet mi vendette le foto ma volle sostituire una delle immagini scelte da Man con un’altra fotografia a colori che a lei piaceva di più. Accettai e così nacque la prima edizione di The Fifty Faces of Juliet. In quegli anni durante le mie rituali visite  parlai spesso con Juliet di una eventuale nuova pubblicazione di The Fifty Faces of Juliet. Il progetto era di pubblicare le foto a grandezza naturale e di rimettere la fotografia originariamente scelta da Man. Juliet senza risentimento accettò l’idea  e così le restituii la sua foto a colori. Perciò questa edizione di The Fifty Faces of Juliet è come la voleva Man”.

Il Lu.C.C.A. ha pubblicato anche un catalogo della mostra: Man Ray e Juliet. Una storia di arte, amore e passione (formato 23x27 cm, 12 euro) che contiene i saggi di Janus e Maurizio Vanni.

I partner istituzionali
La mostra ha il patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Lucca, Fidam, Apt Lucca, Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca, Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Lucca, Confartigianato Lucca e Confesercenti Lucca.
L'iniziativa è stata realizzata in partnership con Lucca Fiere e Congressi. Partner culturale è il LuccaDigitalPhotoFest.

Gli sponsor
Opera – Art Advisoring
Statuaria Arte
Fiammetta
Eleonora d’Andrea Contemporanea

Inaugurazione (su invito) 12 settembre 2009 ore 17.30

Apertura al pubblico 13 settembre 2009 ore 10

Ingresso mostra:
13 settembre - 6 dicembre 2009
Dal martedì alla domenica ore 10.00 – 19.00
Intero: 7 euro
Ridotto: 5 euro


Per informazioni:

Lu.C.C.A. Via della Fratta, 36 - Lucca
Tel. 0583 571712
www.luccamuseum.com



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