Il primo week-end alla Mostra del Cinema di Venezia ci ha mostrato molte pellicole del concorso, da un Takeshi Kitano minore ad un ripetitivo Park Chan Wook, dal sorprendente Krzystof Zanussi (il suo "Persona non grata" merita più di un premio…) al favolistico Terry Gilliam coi suoi "Fratelli Grimm" (e la strega Monica Bellucci).
Ma quello che veramente ha colpito in questo fine settimana è stato, in mezzo ai tanti film del fuori gara ("Casanova", "Four Brothers", lo sperimentalismo di Soderbergh), la scoperta del vero talento di Orlando Bloom, finalmente spoglio da mise medievali e alle prese con la sua prova migliore nel piccolo capolavoro di Cameron Crowe, "Elizabethtown": lasciato dalla fidanzata, licenziato dal lavoro e col padre morente, nel ritorno verso casa il personaggio da lui interpretato scoprirà, grazie ad una bellissima hostess (Kirsten Dunst), la gioia di vivere. Tra tutti i film presentati finora, quello di Crowe risulterebbe da Leone d’Oro (se non fosse che non può partecipare all’assegnazione), e Bloom è veramente in forma, tanto che ci siamo già dimenticati che è stato anche Legolas…
Jonathan Lucchesi

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